CARTA DOCENTE: PERCHÉ TANTI INSEGNANTI FANNO RICORSO

CARTA DOCENTE: PERCHÉ TANTI INSEGNANTI FANNO RICORSO

Migliaia di docenti precari stanno presentando ricorso per ricevere il Bonus

È ormai di dominio pubblico la notizia che è in atto una vera e propria rivoluzione nella scuola legata alla carta elettronica del docente.

IL DISPOSITIVO CARTA DOCENTE

Durante l’anno scolastico 2014, 2015 è stata implementata la riforma conosciuta come “Buona Scuola”, ufficialmente entrata in vigore con la Legge n. 107 del luglio 2015. Questa legge ha come obiettivo principale quello di promuovere l’autonomia delle istituzioni scolastiche, come previsto dall’articolo 21 della legge n. 59/1997. Tra le varie misure previste, in particolare con l’Art. 1 Comma 121 è stato previsto un beneficio economico di 500 euro emesso tramite carta elettronica e disponibile sul borsellino elettronico. Tale dispositivo è stato ideato con l’obiettivo di sostenere la formazione continua dei docenti e di promuovere lo sviluppo delle loro competenze professionali. La Carta prevede un importo nominale di 500 euro all’anno per ciascun anno scolastico e può essere utilizzata per l’acquisto di libri e testi, inclusi quelli in formato digitale, pubblicazioni e riviste utili all’aggiornamento professionale, oltre che per l’acquisto di hardware e software. È altresì destinata all’iscrizione a corsi per l’aggiornamento e la qualificazione delle competenze professionali, condotti da enti accreditati presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito, nonché per corsi di laurea, magistrali, specialistici o a ciclo unico correlati al profilo professionale. La Carta può essere impiegata anche per spettacoli teatrali e cinematografici, ingressi a musei, mostre ed eventi culturali, coerenti con le attività individuate nel piano triennale dell’offerta formativa delle scuole. Il Ministero, tuttavia ha previsto che tale aggiornamento e formazione fosse esclusivo diritto dei docenti di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

I SUPPLENTI HANNO DIRITTO AL BONUS

Nel mondo dell’istruzione pubblica, coloro che operano nelle scuole sanno bene che, a conti fatti, la differenza tra insegnanti di ruolo e insegnanti precari è minima quando si considerano giorni e orari di lavoro. Purtroppo, il Ministero ha scelto deliberatamente di ignorare questo principio, continuando a negare a una parte del personale docente la possibilità di accedere a fondi per la formazione continua e l’aggiornamento professionale. Questo è la motivazione che sottende alla scelta di migliaia di docenti di fare ricorso. Lo Studio Legale Giustizia Scuola, grazie alla pluriennale esperienza accumulata nel settore dei ricorsi scolastici per personale docente e ATA, promuove il ricorso carta docente per permettere a coloro che dall’anno scolastico 2019 2020 hanno svolto supplenze nella scuola pubblica.

IL RICORSO CARTA DOCENTE

L’assistenza legale offerta dagli avvocati è gratuita. L’unico costo previsto per la partecipazione alla vertenza presso il Giudice del Lavoro è il contributo unificato. Una tassa indispensabile per avviare una causa legale che varia in basa all’importo da recuperare e che va da 21.50€ per 1-2 annualità a 49.00€ per 3-5 anni scolastico. Sarà possibile, pertanto, arrivare a vedersi riconosciuti gli arretrati del Bonus per un valore di 2.500 euro. È necessario che il ricorrente o la ricorrente siano in servizio presso un’istituzione scolastica pubblica o dimostri di non essere al di fuori del circuito del reclutamento ai fini dell’assegnazioni di una supplenza, anche breve. Ad esempio l’iscrizione in una delle graduatorie come GAE o GPS. Ciò è dovuto al fatto che, per propria natura, il vantaggio economico non ha valore di risarcimento – non si tratta di un compenso accessorio – ma è previsto per l’aggiornamento professionale in servizio.

CONCLUSIONI

Nel corso di questi anni, infatti, migliaia di docenti con contratti a tempo indeterminato hanno beneficiato di una concreta agevolazione che ha permesso loro di fare balzi in avanti nell’uso di nuove strumentazioni legate alla didattica. Allo stato attuale sono stati depositati ricorsi per il riconoscimento della carta docente presso la quasi ormai totalità dei Tribunali della nostra penisola. Vale quindi la pena non farsi scappare questa occasione.